C’è una ragazza che sorride sulla spiaggia davanti al blu del mare intervallato dal bianco di piccole onde increspate. C’è soltanto lei più qualche impronta sparsa qua e là sulla sabbia, il vento che bacia l’acqua gelida e gli scogli giù in fondo che segnano il confine con la città. Alcune ciocche di capelli, libere nel vento, si dirigono nel sereno del cielo. Altre, semiraccolte all’indietro lasciano il volto scoperto prima di ricadere su di un lato accese di riflessi ramati. Lì, su quel viso rotondo, il sole ha pensato di poggiarcisi sopra, ricoprendolo per metà con la sua luce gentile e lasciandolo per metà in penombra. I suoi occhi, linee di un pastello verde scuro su di un foglio rosa nuvola, sono piccole fessure di una felicità presente. Su di essi volano due rondini disegnate da una mano esperta che ha saputo ricalcare con estrema precisione la forma delle sopracciglia marroni. Sulla fronte una fossetta. Spunta ogni volta che un’emozione forte si dipinge su quel viso. Non si è mai saputo cosa ci faccia lì. Si sa solo che c’è sempre stata e che quando la ragazza era una bimba in fasce che piangeva, o, per meglio dire, che strillava, quella fossetta diventava viola scuro. Il naso morbido e ben proporzionato si interpone come fiume su una collina a dividere le gote che il freddo invernale ha colorato con il colore roseo delle pesche. Le labbra, aperte come un sipario a forbice, lasciano libero spazio a uno dei sorrisi più autentici che la ragazza abbia mai sorriso. Rispettano timide i lineamenti del volto e si curvano, nella parte inferiore, a formare un triangolo verso il mento leggermente allungato. La fanciulla veste una giacca di lana dolce intrecciata con fili spessi, neri e bordeaux, separati sotto un seno dalla tracolla sottile di una borsa che però non si vede. Se fosse abbottonata fin su, le coprirebbe tutto il collo, ma la cerniera è rimasta leggermente aperta. Quella giaccamaglione, così le piace definirla perché assomiglia a tutte e due le cose, sia a una giacca sia a un maglione, gliel’ha regalata sua madre. Ogni volta che la indossa, ripensa a quel giorno e si ricorda che è bello avere una mamma che ti fa i regali, specialmente quelli dove non devi fingere che ti piacciano. La giaccamaglione ha delle tasche ampie e larghe, in cui la ragazza della foto ha nascosto le mani per proteggersi dalla bassa temperatura che, pungente e dispettosa, si divertirebbe di certo ad arrossarle e screpolarle. Sotto di essa, un jeans skinny e casual di quelli che vanno bene sempre, soprattutto su gambe lunghe e slanciate come le sue. Si potrebbe dire senza rischio di esagerazione che la luce che la ragazza emana aderisce alla sua anima come quel pantalone al suo corpo. La ragazza guarda dritto il suo amore, che fino a poco prima si era divertito a rincorrerla e a filmare quegli istanti di pura felicità in cui lei gioca a correre e danzare e volare a piedi nudi sulla sabbia fresca. Lei, lui, loro, il suo posto preferito, il mare, la torta alle crepes che avrebbero mangiato dopo. Liberi dalle cose da fare, dal lavoro arretrato, dal dover pensare sempre prima agli altri come erano soliti fare. Daniela quella mattina non desidera niente altro che essere lì, ad essere veramente lei. È per questo che è così bella. È per questo che è così felice.

Dicembre, 2022
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