Magliette, bandiera, candela, braccialetti, libretto, locandine: è tutto pronto per la via Lucis. O quasi. Manca una cosa che proprio non siamo riusciti a trovare nonostante tanti sforzi e ore di ricerca. La testimonianza per la tappa di Roma (che è la prima tra l’altro) per la quale mancano solo 3 giorni è ancora scoperta. Giando era riuscito a recuperare il nome e il contatto del padre spirituale di Chiara Maria Bruno, padre Dominik, ma ci ha risposto dicendo che non sarebbe rientrato a Roma prima del 3 settembre.
Abbiamo comprato il libro con la sua storia (ultima copia disponibile online!) per poter conoscere tutto ciò che di lei i suoi amici avevano raccontato. Lo lascio sul tavolo in salone, prima di partire per campagna dove mia mamma avrebbe festeggiato il suo compleanno. Ho tutto il tempo di leggerlo appena torno. Almeno cosi credevo. Perchè quando poi sono tornata, il libro era sparito. Non pervenuto. Ho guardato ovunque in casa. Mia madre da campagna pilotava le ricerche, suggerendo posti improbabili in cui provare a vedere, ma niente.
Riparto per Roma mezzo dispiaciuta e mezzo rassegnata. In treno ho deciso di guardare la puntata su TV 2000(https://youtu.be/Nu05vcvDIn4) in cui il padre Alfredo e il fidanzato Massimiliano parlano di Chiara Maria. Era l’unica cosa rimasta da fare per arrivare al 20 agosto preparati.
Rivedo l’intervista due volte e poi noto il nome della parrocchia che lei frequentava. Guardo l’indirizzo su Maps….è dalla parte opposta di casa mia. Figuriamoci.
Avverto un piccolo slancio nel cuore, di quelli con un po’ di sapore di avventura e scrivo a Giando, che nel frattempo viaggiava con il Flixbus (sempre destinazione Roma) e gli scrivo:
” E se provassimo ad andare nella sua parrocchia valigie e tutto stasera?”. Sapevo già che mi avrebbe risposto di sì.
Controllo se la chiesa è aperta. Si, c’è la Messa alle 19. È fatta. Il mio treno arriva a Termini alle 18, in anticipo (i miracoli capitano pure a Trenitalia ogni tanto!). Magari riesco ad arrivare anche prima della Messa. Zaino in spalla, ventinove magliette della via Lucis da distribuire in giro per l’Italia in busta e si va. Metro B, piazza Bologna, qualche centinaio di metri durante i quali l’idea che fino a mezz’ora mi aveva caricato di speranza mi sembra una stupidaggine. Comincio a dubitare fortemente di ciò che sto facendo e di che cosa penso di tirarne fuori oltre fatica e sudore. Mando un altro messaggio a Giando:” Mi sa che non è stata una buona idea…”. Lui mi incoraggia. È proprio bravo il mio fidanzato.
Ecco la parrocchia. Sul sagrato un uomo esce proprio in quel momento per fare una telefonata. Sarà il parroco? Verifichiamo subito:”È lei il parrocco?”. “Si”.
Chissà che ha pensato vedendomi tutta così carica, con quell’espressione di chi ha bisogno di qualcosa di importante. In effetti era cosi: avevo bisogno di qualcosa di importante sul serio.
“Ho letto della storia di Chiara Maria, che ha frequentato questa parrocchia e sto cercando qualcuno che venga a parlarci di lei e a fare una testimonianza domenica prossima.” Vado così, sparata. O la va o la spacca.
Don Giovanni mi guarda come chi vuole aiutarti ma non sa come fare.
“Io non l’ho conosciuta , non so molto di lei”.
“Ma c’è qualcuno qui che l’ha conosciuta e potrebbe aiutarci? Mi basta un numero di telefono”
“Senz’altro. Questo te lo posso dare”.
Cinque minuti dopo sto parlando con Cristiana, la responsabile del gruppo neocatecumenale che frequentava Maria Chiara.
“Noi non siamo a Roma, ma proviamo ad attivarci”.
Me l’aspettavo…chi è che sta a Roma il 20 Agosto?!
Per un giorno non ho piu nessuna notizia e mi dico:” Vabbe, ci abbiamo provato…sappiamo di aver fatto tutto quello che potevamo”.
Ancora una volta, ho dimenticato che quando io non posso più niente…ci pensa Dio.
E così ieri pomeriggio, mi arriva un nuovo numero di telefono con un messaggio di Cristiana: “Eccoci! Questo è il numero di Alessandra, verrà lei a fare la testimonianza”.
La chiamo: Alessandra è la migliore amica di Chiara Maria. Sono cresciute insieme. Lei, suo marito e i suoi figli al momento vivono in Cina come famiglia missionaria ed è solo un caso che si trovino a Roma qui in questi giorni.
Parto a raccontarle della via Lucis, di tutto quello che facciamo e di come sono sorpresa e contenta di sapere che anche l’ultimo tassello del puzzle è completo alla sua disponibilità ( e grazie a Dio!) .
Lei mi dice che verrà con piacere, nonostante l’orario non sia dei più comodi e dovendo venire con sei bimbi (più uno nella pancia). Le anticipo che siamo un piccolo gruppetto e di non aspettarsi una Basilica gremita di giovani. Ogni volta che un invito un testimone cerco sempre di avvertirli che siamo piccoli numeri. Mi dice che se Dio può raggiungere anche una sola persona attraverso la sua voce e la storia di Chiara racconta, lei è disponibile.
Dopo questa telefonata un sussurro ancora una volta mi ripete che il Signore prepara sempre il meglio per noi…qualsiasi cosa noi cerchiamo, c’è sempre “un meglio” già pronto per noi. Ogni volta che ci sembra di perdere qualcosa, c’è sempre dietro un’ opportunità di bene. Lo scopro e lo riscoprono.
Il libro che forse un giorno, per caso, ritroverò, si intitola “Credere per vedere”.
È cosi: ogni volta che ci fidiamo del Signore e gli affidiamo i nostri desideri vediamo meraviglie.
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