Cose belle

Holden

Alex mi ha detto: “La cosa peggiore che ti possa accadere è che migliori”. Io gli ho creduto e questa avventura è cominciata.
Non è stato facile. Ogni volta i miei testi erano sempre un “sì, va bene, ma…”.
“Ma il sussurro nel cuore: no”
“Ma qui ti sei persa un’occasione”
“Ma qui dovresti sporcare un po’ “
“Ma queste cose un maschio non le direbbe mai”

Tornavo a casa da Torino delusa, demotivata, disorientata.

Non riuscivo a trovare la chiave. A dire quello che volevo come lo volevo. A dire quello che bisognava dire senza aggiungere inutili contorni.

Poi Bussola mi ha detto che gli scrittori più bravi non sono quelli che hanno più talento degli altri. Ma sono quelli che da un talento, anche piccolo, lavorano più degli altri.

Così ho iniziato a fare sul serio. E mi sono ritrovata a scrivere a mezzanotte o alle sei di mattina. O a rinunciare a gite al mare per mettermi a fissare una pagina bianca.

Poi ho chiesto aiuto a chi sin da subito ha creduto in me. I miei “lettori preferiti”, hanno letto prime bozze, seconde passate e revisioni finali. Questi amici meravigliosi mi vogliono un sacco di bene e mi stanno tanto appresso.

Abbiamo scritto insieme, perchè, come ho compreso in questi mesi, la scrittura non è un lavoro che si fa da soli.

E i frutti sono venuti. Questa volta torno a casa da Torino con scritto nero su bianco in una mail che ho prodotto dei racconti splendidi.

E con una promessa scritta in una dedica.
Ho fatto bene a credere ad Alex.
Adesso voglio credere anche a Bussola.
E a quello che mi vive dentro. 


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