Per tanto tempo non mi sono accorta di te. Non ti guardavo, non ti ascoltavo, avevo paura. Eppure, tu sei vita per me. Con te posso conoscere, desiderare, amare. Sei compagna nella solitudine, scoperta dell’assoluto, ricerca che rivela come sono fatti i miracoli. Tu sei voglia di credere in un sogno. Mi mostri la vita della gente, da lontano, poi da vicino, da fuori, poi da dentro. Mi conduci nelle pieghe più profonde dell’anima, in cerca di me e di ciò che di me può essere per gli altri. Attingi dal mio passato e ridisegni il mio futuro. Con te io sono creata e riesco a creare, mi inviti a osservare per poter poi mostrare, mi levi le maschere per insegnarmi a svelare. Tu arrivi dove io non riesco ad arrivare. Accarezzi il dolore di chi è stato abbandonato, ridesti stupore in chi è rassegnato, sproni al coraggio chi si è assopito.
Sei fatta di pagine bianche e di parole prima gettate sul tavolo, come bastoncini di shangai, e poi riordinate delicatamente, come petali di un fiore che compongono le parole “ti amo” su un letto nunziale. Ti nutri di ispirazione e di lavoro costante perché personaggi e situazioni portino un po’ di immaginazione nella realtà e un po’ di realtà nell’immaginazione. Riga dopo riga ti rivesti di volti, luoghi, odori, suoni e ti muovi veloce attraverso pensieri, scelte, azioni. E così dai vita ad una storia e a mille altre insieme, a seconda del cuore di chi ti legge. A tutti, però, velatamente regali qualcosa che va oltre il punto finale. Sono le emozioni che si incastrano addosso e che accompagnano silenziosamente il lettore ancora per un po’, per ricordargli che ha una storia ancora più preziosa tra le mani. La sua.

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