Spiritualità

Qui ed ora

Ero lì, di fronte a quel Tabernacolo della mia parrocchia con scritto sopra “Io sono con voi” quando ho sentito chiaro dentro che volevi anche me alla via Lucis quest’anno. Non secondo le “mie vie”, già conosciute ed esplorate, ma attraverso l’offerta della mia rinuncia. Ho avvertito forte, nel mio cuore, come questo sacrificio, necessario, fosse cosa a Te gradita. Ho saputo, dentro di me, che la mia preghiera può portare ancora più frutto della mia presenza in questo momento.

Per questo continuamente benedico ogni incontro, ogni sorriso scambiato, ogni gesto di tenerezza, ogni parola annunciata, ogni testimonianza ascoltata di chi è in viaggio.

E Tu, Signore, Dio della meraviglia, mio Amore, non manchi di benedire me dandomi occasione di vivere scintille di Luce anche qui dove sono.

Oggi che i ragazzi hanno ricevuto il mandato dal Vescovo, mentre camminavo per strada di rientro a casa dopo una lunga giornata, trovo un amico che non vedevo da tantissimo tempo. Lo fermo, mi abbraccia e cominciamo a parlare, raccontandoci storie belle. Mi fa notare che li, proprio sulla panchina di fronte a noi, c’è un signore. Sta messo male. Seduto, chino con la testa tra le mani. Difficile intercettare il suo sguardo. La maglietta è molto sporca, ha una sola scarpa. All’altro piede un calzino completamente bucato. Sembra giovane, non più di quarant’anni secondo noi. Ha usato l’albero vicino la panchina per farei i suoi bisogni. Ce n’è evidente traccia.

Chissà qual è la sua storia. Lo guardiamo un po’, tristi e impotenti. Da’ l’impressione di uno che non vuole essere disturbato, tant’è che a un certo punto si stende e tiene gli occhi chiusi, come se volesse nascondere a se stesso il dolore che si porta addosso. Fa male anche a noi vederlo in quello stato.

Io e Giovanni ci stiamo per salutare, quando mi ricordo di suor Mariarosaria. “Quando non puoi fare niente, dì un Ave Maria”, mi disse tanto tempo fa. E così ci mettiamo a pregare, lì per la strada, di fronte a quest’uomo, chiedendo a Maria che possa giungergli l’aiuto di cui ha più bisogno.  

Poi mi avvio verso la metro. Mi accorgo di aver ricevuto un messaggio su Messenger. E’ Giada, la fidanzata di un amico, che però non ho mai avuto modo conoscere. Non ha niente da chiedermi, vuole semplicemente dirmi grazie per quello che scrivo e pubblico sul blog perché le mie parole, in alcune occasioni, le hanno toccato il cuore. Mi ha scritto proprio oggi, che i giovani della via Lucis hanno ricevuto il mandato. E Tu, con Giada, mi dici quanto vuoi che io continui a raccontare la tua Bellezza.  

E questo grazie, mi fa pensare tanto anche a Luca D’Amore, a cui è dedicato tutto il cammino, che in un messaggio scriveva:

“Pregare è entrare nella vita per goderla nella sua bellezza, per gustarla nella sua sacralità. La preghiera quotidiana più bella è anche la più piccola: grazie!”

Due anni fa, lui era a fare una tappa con noi. Adesso, le tappe può farle tutte senza più nessun impedimento.

Quanta comunione, Gesù, tra chi cammina, chi prega da quaggiù e chi prega da Lassù.

TU SEI BENEDETTO, SIGNORE, RE DELLA STORIA. Della mia storia e di quella di ognuna delle tue creature.


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