Quando ho cliccato sull’iconcina di instagram a inizio Giugno, poteva essere una delle tante volte in cui un po’ annoiata scrollavo i post in cerca di qualcosa che neanche io sapevo. Probabilmente parole di speranza, commenti, riflessioni, poesie che potessero aiutarmi a capire qualcosa in più della mia vita, visto che la maggior parte di ciò che mi appare ormai costituisce una vetrina di Vangelo. Invece quella mattina c’era qualcosa di diverso. D’altronde l’estate era alle porte e molte realtà che nell’arco dell’anno si spendono a servizio degli altri, cominciavano a lanciare proposte per far sì che il tempo estivo potesse essere fruttuoso per chi non voleva accontentarsi solo della classica vacanza.
Era da un po’ che avevo il desiderio di fare un cammino, soprattutto dopo aver guardato gli occhi pieni di luce e ascoltato i racconti di chi ha fatto la marcia francescana o è stato a Santiago. C’è poco da fare…sono esperienze che, cambiandoti il cuore, ti cambiano la vita. E te la cambiano in meglio.
Quest’anno avrei potuto scegliere sia la marcia sia Santiago. Peccato (o per fortuna?! ) che ci si è messa di mezzo mia sorella, decidendo di sposarsi proprio il 31 Luglio, data in cui sia i marciatori di Francesco sia il gruppo dei guanelliani con cui sarei potuta partire per Santiago erano già belli in cammino. Così quella mattina, quando ho visto la locandina di Nuovi Orizzonti che, tra varie attività, organizzava il cammino di San Benedetto, anche se non me lo aveva mai nominato nessuno, mi son detta: “Beh, quasi quasi…” e ho chiesto maggiori informazioni.
Mi arriva una mail, che oltre alle spiegazioni con i dettagli tecnici, riporta: “Perché dovresti fare questa esperienza? Per essere dono per chi ti accoglie e ricevere l’amore di chi ti ospita. Per scoprire nuove amicizie e volti che entreranno a far parte della tua vita. Per guardare alla vita da una prospettiva diversa, più semplice e più sapiente, abitati da una Pace nuova. Per sperimentare la bellezza di essere immersi nella Natura e nel silenzio che parlerà al tuo cuore; Perché il camminare possa essere lo strumento per fare chiarezza dentro di te.”
Appena ho letto queste parole, ho sentito un “Si, lo voglio” partirmi proprio forte da dentro il cuore e così senza nessuna minima esitazione mi sono iscritta.
Questo cammino l’ho desiderato, l’ho atteso e l’ho benedetto.
La sola idea di partire mi accendeva una Speranza che aveva il gusto del Mistero, ma che mi diceva che stavo andando incontro ad una cosa bella.
Guardavo le foto dei ragazzi che hanno fatto la stessa esperienza a Luglio e non vedevo l’ora che arrivasse il mio turno.
Poco prima di partire, una frase di una sorella, Claudia Luce, mi si è impressa dentro: “vedrai che in questo cammino ci sarà una chiamata per te”. Sapere di essere accompagnata e custodita dalla preghiera sua e della mia sisterina Maria Felice, sorelle gemelle clarisse del monastero di Santa Chiara a Roma mi ha dato una fiducia enorme. “Ogni passo sia un passo d’amore“, mi ha scritto proprio Maria Felice il giorno della partenza, ed è stato il mio mantra durante tutto il cammino.
Arriva il 4 Agosto, torno da Bari dopo il matrimonio di Stefi solo per avere modo di mettere le cose nello zaino. Lo prendo e la memoria torna un po’ indietro nel tempo, a tre anni fa, quando nel Decathlon di Porta di Roma, quello zaino era l’ultimo rimasto e lo comprai per partire per la via Lucis. È quel giorno che capii che mi stavo innamorando. Quando a una domanda sulle dimensioni dello zaino, ricevetti in risposta una foto di un gatto, vicino a un altro zaino:” il mio è di dimensione gatto” e cominciai a ridere da sola nel negozio come una scema.
Sorrido a questo ricordo e torno nel presente riempiendo lo zaino con il necessario che ci aveva indicato Vale.
Da strade di Luce verso Nuovi Orizzonti. Da “Tu sei Benedetto” (questo è il tema della via Lucis scelto per quest’anno) al “cammino di San Benedetto”. Sei proprio beffardo, Gesù, lasciatelo dire. Ma quant’è vero che scrivi sulle righe storte e benedici sempre e comunque tutti noi che alla fine vogliamo solo provare a seguirti.
Sono pronta, si va. In stazione a Termini conosco i miei primi due compagni di viaggio, Gabriele e Myriam e insieme prendiamo il treno, direzione Frosinone dove ci aspetta “Cittadella Cielo“, la casa madre di Nuovi Orizzonti.
A poco a poco arrivano tutti e dopo cena, in una cappellina calda e accogliente Vale e don Alex ci introducono a quello che ci aspetta. Partiamo con una domanda: “Cosa vuoi lasciare durante questo cammino?“. A ognuno il suo scrutarsi dentro in qualche minuto di silenzio.
Le “resistenze” rispondo io. Quelle del mio cuore che ostacolano la via della mia libertà. Mi rivedo chiusa dentro in un sepolcro da cui voglio a tutti i costi uscire, ma la pietra è troppo pesante da spostare. Forse per me non è ancora tempo di uscire, forse ho ancora qualcosa da scoprire lì dentro. Forse devo imparare ad accettare il mio limite, sapere che se anche non sono abbastanza forte come vorrei essere, sono comunque amata. Forse devo smetterla di provare a spingere quella pietra e lasciare che sia Qualcun altro a spalancarla per invitarmi al banchetto di gioia che ha preparato per me.
Dopo questo momento iniziale, andiamo in camera a prepararci per la notte. Sono con Myriam e Martina, due dolcissime fanciulle anche loro come me (e come tutti) alla prima esperienza di cammino.
Sveglia prestissimo e si parte, dopo un momento di preghiera insieme e di breve spiegazione sull’uso della bacchette con cui ho capito che per me c’è poco da fare. In più persone hanno anche provato a darmi lezioni private durante il corso dei giorni, ma con scarsissimi risultati. Le bacchette vanno da una parte, i miei piedi dall’altra =D
C’è silenzio, c’è stupore, c’è voglia di conoscersi. C’è chi guida, c’è chi custodisce, c’è chi cerca ed è trovato.
Camminiamo, preghiamo, ascoltiamo, aspettiamo. Ogni tanto lanciamo anche un urlo, che fa bene dicono.
Camminiamo da soli, in coppia, in piccoli gruppi.
Sentiamo la fatica e gustiamo la Bellezza del creato e delle storie di ognuno di noi.
Mi racconto e mi lascio scoprire lì dove sento che posso fidarmi.
Mi dono con quella che sono, con le mie mani, il mio sguardo, il mio sentire, le consapevolezze e le scelte maturate sino ad oggi.
Insieme, ci scontriamo con le nostre paure, le nostre ferite, la nostra ricerca di perfezione, lo zaino troppo pesante, il doversi fermare e lasciarsi accompagnare per un tratto perché c’è una parte del corpo che fa male ed è inutile incaponirsi, altrimenti è solo peggio.
Camminiamo nel bosco, sull’asfalto, all’ombra, al sole, in salita, in discesa, attraverso spianate immense che ci fanno sentire quanto ognuno di noi è una piccolissima ma fondamentale parte di qualcosa di immenso.
Ci riuniamo ogni sera attorno alla Mensa Eucaristica per ascoltare la Parola e condividere ciò che ci ispira, per offrire a Gesù tutto quello che abbiamo vissuto nella giornata, ringraziarLo per essere lì, presente, a camminare con noi, per portarGli le intenzioni del nostro cuore e quelle che ci sono state affidate e per unirci ancora un po’ di più a Lui.
In ogni nuovo paesino, raccogliamo i timbri che segnano il nostro arrivo per completare la nostra carta del pellegrino e, a riguardarla sul comodino dopo una settimana, penso che sia proprio cosi anche nella vita: ogni passaggio che facciamo lascia un segno, qualcuno più bello, deciso, definito, altri più incerti e sbiaditi o scuri. Tutto fa parte di noi e del nostro percorso, anche ciò che vorremmo cancellare, come ad esempio quella trattoria che nel timbro non aveva il simbolo di S. Benedetto, ma la sua partita iva. È davvero tutto un camminare, tappa dopo tappa, di Pasqua in Pasqua.
Alla fine di questo cammino, di resistenze ne ho lasciate poche (non sarebbero resistenze altrimenti!) e di lacrime tante, anche se so che non sono ancora tutte. Ma si tramanda, infondo, che è proprio dalle lacrime che nascono le perle.
Ringrazio con cuore immensamente grato i miei compagni di viaggio:
Antonio, che mi affiancava durante il cammino, cantava, e ripartiva 🙂
Benny, che è veramente Benedetta di nome e di fatto 🙂
Biagio, che è innamorato di Gesù ( e di San Paolo) 🙂
Davide, che vuole fare sul serio con l’amore e con la vita 🙂
Edoardo, che ha il sorriso e la tenerezza dei bambini di cui si prende cura 🙂
Gabriele, che mi ha cercato ancora prima che cominciasse il cammino 🙂
Filippo, che presto andrà ad Assisi 🙂
Marco, il figlio amato, che ha risposto alla mia sete di curiosità quando avevo domande e ha camminato con me anche nel silenzio 🙂
Martina, che è un’artista pazzesca 🙂
Myriam, che ha portato appesa allo zaino la conchiglia di Santiago di suo papà 🙂
Valentina, che è semplicemente Vale 🙂
Alex, che mi ha afferrato e tenuto lo zaino per evitare che finissi a terra 🙂










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Penso che se qualcuno sia indeciso se fare un cammino che possa fargli capire di più su di lui e incontrare Gesù , questo articolo fa per lui . Sei riuscita a trasmettere pienamente in modo semplice e profondo ciò che ti ha spinto a farlo e cosa hai provato e quanto è bello vivere un cammino anche se faticoso… Grazie per quello che hai scritto e ti auguro di vero cuore che potrai tirar fuori le lacrime per diventare la perla che sei. Ciao Biagio!!!
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Penso che se qualcuno sia indeciso se fare un cammino per conoscere di più su di lui e incontrare Gesù , questo articolo fa per lui. Sei riuscita a trasmette in modo semplice e profondo cosa ti ha spinto a fare il Cammino e cosa hai provato ,e quanto è bello fare un cammino anche se faticoso. Grazie per quello che hai scritto e ti auguro di cuore di versare le lacrime per diventare la Perla che sei. Ciao Biagio!!!
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