Spiritualità

Dov’è il tuo tesoro, li è il tuo cuore

“Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.” (Ger, 1)

Veglia in preparazione del matrimonio di Stefania e Vincenzo

19 Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; 20 accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. 21 Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. 22 La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; 23 ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! 24 Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona. 25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.”

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Grazie inanzitutto per aver accolto questa chiamata a pregare con noi stasera.

Forse per qualcuno questo momento è un po ‘ insolito…magari siete più abituati a pensare a un momento di festa, musica, serenate e precedere le nozze.

Invece Stefania e Vincenzo vi hanno chiesto di stare qui, in silenzio a vegliare e pregare per questo momento importante che li attende domani.

E perché questa richiesta?

Perché quello che vivremo è cosi importante che bisogna preparare il cuore per accogliere tutta la Grazia che il Signore vorrà donarci.

Il Vangelo che abbiamo letto ci pone davanti una domanda:

DOV’è IL TUO CUORE?

Ed è una domanda non solo per Stefania e Vincenzo, ma per ciascuno.

Questa sera, Gesù presente e vivo per davvero in questa Eucarestia, desidera iniziare un dialogo con ciascuno di noi per dirci: “Ma tu, come stai vivendo? Quali sono le cose che contano davvero nella tua vita? A cosa dai priorità? Stai dando attenzione a cose che contano davvero o stai sprecando energia per qualcosa che alla fine dei conti non ti da la vera gioia?

Non accumulate tesori sulla terra.

Quali sono i tesori che accumuliamo sulla terra?

Come ci accorgiamo che stiamo accumulando tesori sulla terra?

Quando qualcosa non ci basta mai, quando pensiamo di non averne mai abbastanza, quando siamo incapaci di dire “grazie” per le piccole cose.

Alcuni esempi che mi sono venuti in mentre meditavo su questo brano:

  • Denaro, che sembra non ci basti mai e tendiamo a risparmiare o a sperperare mentre invece dovremmo imparare ad amministrarlo in modo giusto, utilizzandolo per i nostri bisogni ma senza dimenticarci che ci sono altri a cui possiamo fare del bene
  • Controllo delle situazioni, vogliamo sempre pianificare la nostra vita e guai se qualcosa non va come credevamo, cominciamo ad arrabbiarci, lamentarci, fare storie, litigare
  • Apprezzamenti, che a volte elemosiniamo per nutrire il nostro orgoglio o perché non siamo capaci di guardarci allo specchio ed essere felici di quello che siamo così come siamo
  • I giudizi sugli altri, quando pensiamo di sapere noi cosa è giusto e cosa no, quado godiamo a volte nel dire quei “te l’avevo detto” che ci impediscono di avere uno sguardo di misericordia sull’altro
  • I piaceri, con cui tentiamo invano di colmare i vuoti, come una sessualità vissuta in modo disordinato, il divertimento quando diventa stordimento totale, il cibo quando lo usiamo per sfogare le nostre delusioni

Quali sono invece i tesori in cielo che Gesù ci dice di accumulare?

Sono le relazioni. Con Dio prima di tutto e con gli altri.

E come si coltivano le relazioni? Con la presenza.

Farsi presenti a Dio significa cercarLo prima di tutto il resto e il mezzo con cui possiamo farlo è la preghiera. Ecco perché siamo qui oggi. Ecco come Stefania e Vincenzo sono arrivati ad oggi. Hanno sentito che c’era un desiderio profondo in loro, che è un desiderio di eternità e hanno messo questo desiderio nelle mani di Dio.

Si sono interrogati, ascoltando il loro cuore e sono arrivati a questa vigilia in cui domani pronunceranno il loro “si” e si prometteranno di essere sempre presenti nella vita l’uno dell’altro. Si prometteranno di portare i loro cuori sempre più vicini a Dio. Questo è ciò che comporta la scelta di sposarsi. Questo è l’impegno che stanno prendendo. Questo è amarsi, portarsi reciprocamente a Dio. Nelle gioie e nelle fatiche della vita. Niente di più, niente di meno.

Questi sono i tesori che ci dobbiamo preoccupare di ricercare: relazioni che ci portano a imparare ad amare sempre più nella verità, nella libertà, nella totalità, nella gratuità.

E questo è cosi nella relazione sponsale, che da domani legherà Stefania e Vincenzo, ma anche in tutte le altre relazioni: tra genitori e figli, tra fratelli, tra amici, con gli sconosciuti. Mi direte, come posso amare uno sconosciuto? Beh ad esempio, se mi fermo e offro la colazione a una signora povera che incontro per strada, lì sto amando perché sto riconoscendo in quella persona qualcuno di cui prendermi cura. I poveri sono il TESORO della chiesa, come diceva san Lorenzo e come spesso ripete Papa Francesco.

Amare i poveri è semplice, perché a volte basta anche solo fare il primo passo, cioè accorgersi di loro quando ci passiamo davanti, guardarli, sorridergli e se poi ci scappa anche un “buongiorno/buonasera” male non fa…Se poi ci capita di riuscire anche a fermarci, parlarci, ascoltarli un po’ ancora di più potremo sperimentare la bellezza di questo tesoro.

C’è un’altra cosa importante che vuole porci il Vangelo oggi ed è:

QUAL E’ IL TESORO DI DIO?

Io, tu, tu, tu, ognuno di noi, se ancora non lo sa, deve sapere da adesso in poi di essere un tesoro per Dio. Anche con tutti gli errori che si porta dietro, le ferite che ha addosso, le debolezze, le fragilità, le mancanze che certi momenti fanno sentire incompleti.

Stasera Dio vuole dirti che sei un tesoro con un valore inestimabile.

Ti ha creato Lui e non ti ha creato a caso, ma perché ti ama a davvero desidera che tu sia felice. Come vediamo felici Stefania e Vincenzo oggi e come lo saranno domani.

Se riuscirai ad aprire il cuore, davvero Dio provvederà a darti ciò che di più bello c’è da sempre per te. Come ha donato Stefania a Vincenzo e Vincenzo a Stefania.

Certo, non ti toglierà le pene, i dolori e le sofferenze, ma in quelle situazioni non mancherà di prendersi cura di te attraverso persone che ti vogliono bene e attraverso ciò di cui hai davvero bisogno (che non sempre corrisponde a ciò di cui noi pensiamo di aver bisogno).

San Paolo in una lettera bellissima, che è la lettera ai Corinzi, dice “abbiamo questo tesoro in vasi di creta perché appaia che questa potenza viene da Dio e non da noi. Siamo infatti tribolati da ogni parte, ma non schiacciati, siamo sconvolti, ma non disperati, perseguitati ma non abbandonati, colpiti ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.

Abbiamo la vita di Gesù in noi. Facciamola risplendere. Amen.


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