Giornata anomala ieri in ufficio, segnata da una timbratura d’uscita alle 20:09. Menomale che c’erano anche Ema e Francesco e che Francesco è passato da invocare i piani Alti con non troppa carineria a cantare “Credo in te, Signore, nato da Maria”. Anche dalle cuffie dove in call era collegato il Cata, a un certo punto si è sentito un “Osanna nelle altezze”. Sono quattro anni che loro due attendono con pazienza che io pronunci almeno una parolaccia, o forse mezza,o almeno le prime due lettere…io vorrei pure accontentarli, ma proprio non mi riesce. Le aspettative si stanno abbassando sempre più…adesso si aspettano almeno un “diamine” o “arciderbolina”. Nel frattempo, senza che io abbia mai chiesto niente, ma soltanto perché cominciano a volermi un po’ di bene sono loro che stanno passando dal lato dei buoni.
Finalmente libera dalla quattro mura dove ho passato le ultime 10 ore del mio Lunedi, avevo una voglia matta di prendere il telefono per chiamare qualcuno e dirgli “ciao amore, sto arrivando”. Quanto è bello quando dopo una giornata lunga, c’è qualcuno a casa ad aspettarti pronto a prendersi cura di te, con cui parlare, a cui poter raccontare com’è andata, con cui liberarti dalla stanchezza, stuzzicare i Tuc mentre aspetti che è pronta la cena, scambiarsi due risate e qualche coccola.
Lo desideravo davvero proprio tanto, e quando desideri proprio tanto una cosa Dio ti accontenta. Perché come dice Anna, noi chiediamo sempre a Dio di fare la Sua volontà, ma la Sua volontà è che siamo felici ed è Lui che a un certo punto ci chiede: “Ma tu, che vuoi che io faccia per te?”.
E allora mi ha detto: “Vieni da me. Ci sono Io che ti aspetto nella nostra cappellina a Ponte Lungo, presente davvero in quella Ostia bianca esposta su quel piccolo altare. Racconta a me cosa ti succede, come stai, cosa c’è nel tuo cuore. Te lo dico io che sei bellissima, un capolavoro, perché sei mia figlia. Sei amata, non sei abbandonata. Ti avvolgo io con il mio Amore e ti ricopro col mio calore (beh, calore in questi giorni a Roma non è che proprio manchi, Gesù! 😊). Ti ho scelta, cosi come sei, e ti mando per essere Lucis nei luoghi in cui ti trovi, con tutte le persone che ti metto accanto, con chi diventa una pezzo importante della tua vita e con chi semplicemente incontri per strada mentre torni dal pranzo in ufficio e ha bisogno di una bottiglietta d’acqua fresca.”
E così sono venuta. Fa niente che poi la metro non passava. Fa niente pure che era ora di cena e non avevo nulla poi da preparare quando sarei tornata a casa. E neanche che avevo promesso a Ste che l’avrei chiamata per quell’ora.
Tu desideravi stare con me e io con Te, tutto il resto non contava. Seduta sul banchetto, tutta rannicchiata con gomiti sulle ginocchia e la mia testolina appoggiata sul banco davanti, ho posato lo sguardo fisso su di Te ed è come se il mondo per un po’ si fosse fermato. Eravamo noi due, e non potevo chiedere di meglio ❤
Amerai, mi comandi. E io Amerò. Te solo e Te negli altri. Farò del mio meglio. Promesso.
E grazie per le persone, attraverso cui, Tu ami me.

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