Cose belle

Ci rivedremo!

Quattro anni fa hai chiuso gli occhi per sempre ed hai preso il volo verso il Cielo.

Ricordo che avevano un gusto particolare i rosari recitati in quei giorni, in quella stanza dove sacro regnava il silenzio e io sottovoce mi rivolgevo a Maria. “Adesso” e “nell’ora della nostra morte” non erano momenti separati, ma prorpio in quell’ <<adesso>> c’era <<l’ora della tua morte>>. Quelle “Ave Maria” credo siano state le piu solenni in assoluto di tutta la mia storia di fede. E la nostra mamma Celeste deve proprio avermi ascoltato, visto che hai spirato, nel giorno scelto per te, a conclusione dell’ultima decima. Mi piace immaginare che sia venuta lei a prenderti e ti abbia condotta per mano dal suo Figlio Gesù.

Mi chiedo spesso dove sei, sperando che tu sia già in Paradiso. Io nel dubbio, ogni giorno chiedo questo per te.

Non posso dire che mi manchi, perché mi sembra quasi di poterti salutare in ogni Eucarestia quotidiana, quando, pregando per i defunti, bacio la croce che mi hai regalato qualche giorno prima di andare via. Hai voluto lasciare ad ognuno di noi qualcosa di tuo. A me hai voluto dare questo segno dell’amore che il nonno aveva per te. L’hai vista in un negozio e ti era piaciuta tanto. Lui, anche se in linea di massima non poteva permetterselo, è tornato in quel negozio per comprarla e regalartela. Non hai dormito la notte pensando a quanto aveva speso e sei tornata anche tu al negozio per restituirla e provare a farti ridare i soldi. Che testa, mannaggia a te! Non potevi essere felice e basta? È difficile accogliere i doni che la vita e l’amore ci fa, vero? Cadiamo in quell’odioso inganno del “non me lo merito” che in certi casi ci vuole una vita intera a debellare.

Menomale che il negoziante non se la è ripresa, dicendoti soltanto di pensare ad essere contenta di aver ricevuto un così bel regalo.

Quel 4 luglio 2020 erano tutti tristi, io invece non mi sentivo tale. Non sapevo dire cosa provassi, fino a quando non ho aperto una pagina a caso del libro che racconta la storia della mia amica Chiara. Era la pagina della misteriosa letizia ed in quel momento mi è stato chiaro che cosa mi stesse avvolgendo. Così ho preso il cartellone con le foto tue e di tutti i nipoti e l’ho appeso sull’armadio di fronte al letto su cui giacevi. L’amore e la vita avevano vinto, perchè tu hai vissuto amando e io questo lo sapevo.

Mi hai donato così tanto amore, che se ci penso mi meraviglio ancora a ricordare cosa quel tuo sguardo splendido era capace di trasmettere. Non dovevo parlare e tu sapevi cosa stavo vivendo. Gioivi per le mie gioie, pativi con me nel mio dolore. E soprattutto pregavi tanto per me. Un giorno mi hai detto: “Sai qual è la cosa bella di quando sarò in cielo? Che potrò pregare per voi stando ancora più vicina a Gesù”.

Questa è la tua eredità più bella.

Ti voglio bene nonnina mia, nell’eternità e per l’eternità.


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