Cose belle

Il più grande economista

Dedicato a Giando, segno dell’amore per Dio e per gli ultimi

“Tu sai chi è il più grande economista?”- mi fa suor Dora, mentre tento di consegnarle la busta con una piccola offerta per avermi ospitato e accolta nel loro istituto delle Suore del Divino Amore a Montefiascone.  Pacioccona e chiacchierona (menomale che ero lì per fare silenzio!), con un sorriso tanto fresco e gioioso da farti capire quanto è bella la vita, qualsiasi situazione tu stia affrontando.

“Oh, no…pure qui devo sentir parlare di economia?” – risponde di getto il mio cervello, impulso fortunatamente fermato prima che queste parole arrivassero alla bocca. In effetti, è una parola che, attraverso diverse strade, è entrata a pieno di diritto nella mia quotidianità. Tuttavia, ogni cosa, anche quelle più belle, rischiano certe volte di essere assolutizzate, stancandoti. E quando succede, tu devi fermarti, per poter tornare all’origine e all’Essenziale. In effetti, quei giorni di ritiro dovevano servirmi proprio a questo.

Per poter rispondere a suor Dora, mi viene in mente una carrellata di nomi che ho sentito citare negli ultimi anni: professori universitari e imprenditori, la cui carriera ha fatto leva proprio sull’importanza di “amministrare la casa” (questa è l’etimologia di economia), in primis la Terra che abitiamo, in maniera giusta per tutti. O anche nomi di persone che hanno fondato movimenti per promuovere e realizzare l’unità e la fraternità tra i popoli, come Chiara Lubich con il “movimento dei focolari”. O il Papa, che ha chiamato a riunirsi nel movimento “Economy of Francesco” tanti giovani economisti e non solo, desiderosi di essere imprenditori del cambiamento in cui la logica del profitto non detta da sola le regole del mercato, ma viene affiancata anche dalla carità del servizio. Tutto quello che fai, infatti, se lo fai solo per un tuo ritorno personale, finisce per farti appassire dentro. Quando ti spendi sapendo che il tuo talento, le tue competenze e le tue piccole rinunce, diventano frutto anche per la vita di altri, invece, fiorisci perché sempre tutto ti ritorna, moltiplicato. Semplicemente, non nella forma e nei modi che pensi tu, ma in qualcosa di molto più bello.

Il nome per rispondere a suor Dora non ce l’avevo. Ero pronta a fare una mezza figuraccia, come quando ti chiedono il nome dell’attore di un film che tutti hanno visto tranne te. Lei però mi sorride e mi salva: “Dio. E’ Dio il più grande economista. Lui sa chi ha più bisogno e fa in modo di dare a chi ha più bisogno nel momento giusto. Qui noi per ora ce la facciamo e quando avremo bisogno Dio ci manderà quello che ci serve”- mi fa ridandomi la busta. Provo ad insistere un po’, ma niente da fare. “Vedi, continua suor Dora, a Dio piacciono tanto le opere di carità. Lui guarda quando noi facciamo le opere di carità. Quando vorrai, con questa somma, fai una piccola opera di carità per qualcuno che sai ha tanto bisogno. E per noi, prega, che rimane sempre la cosa più importante di tutte.”

Sospesa. Tra le tante “economie” che donne e uomini dal cuore buono stanno costruendo, l’ ”economia sospesa” è e sarà la mia preferita (è vero, lo dico essendo di parte, ma solo un po’ 😊), perché ha tanto a che fare con la gratitudine per ciò che si è ricevuto e il desiderio che anche altri non rimangano senza. E la gratitudine è la chiave che apre la porta alla gioia.

L’economia sospesa è come gettare un seme che non sai quando e da chi verrà raccolto, ma sai che porterà frutto, scoprendo che il tuo poco, in realtà è tanto.

Ed è’ anche imparare ad amministrare i beni materiali senza possederli, rendendoti, poco alla volta, un uomo veramente libero. E La libertà del cuore è la vera ricchezza da ricercare, perché solo quando sei libero, sei in grado di riconoscere cosa può renderti veramente felice.

Suor Dora, rinunciando all’offerta che era destinata al Suo istituto di Suore del Divino Amore (ho promesso preghiere, quindi vi affido questa comunità 😊), senza neanche saperlo, ha fatto “un’opera di carità sospesa”, aiutando Suor Sandrine nella sua raccolta fondi per aiutare una mamma, rimasta vedova, a costruire una casa in Madagascar per lei e i suoi due figli. Non so dire se è la storia di questa donna in sé o le difficoltà di suor Sandrine nel trovare aiuti che mi hanno colpito di più. Ma il progetto “Una casa per Ramanitrarivo” mi è entrato nel cuore e non ho avuto dubbi su chi dovesse essere il destinatario dell’offerta sospesa. Desidero tanto consegnarvi e affidarvi anche questa storia, di cui potete trovare maggiori informazioni, inclusa la possibilità di contribuire, cliccando qui.

Da un cuore indurito e bisognoso di sapersi amato (il mio) al pavimento in legno per una casa in Madagascar. Quanto sono grandi le cose che fa l’Onnipotente? ❤


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