Fa sempre uno strano effetto tornare dopo tanto tempo nei luoghi che sono stati la mia quotidianità per tanti anni.
Quanti <tweet del giorno> lasciati da un super don(o), quante preghiere gridate, quanti momenti trascorsi a restare tra questi banchi in silenzio, in ascolto, con un diario sulle gambe e una penna in mano…
È qui che ho visto per la prima volta Giando. Non era una pausa pranzo qualunque. Era una pausa pranzo in cui come altri giovani avevamo deciso di metterci in ascolto. E se un programma televisivo dice che il destino ci ha fatto incontrare, a me piace pensare che è sempre Dio che unisce.
Ieri Luca si è laureato proprio di fronte a questa cappella. È stato bravissimo e io sono tanto fiera di lui. Sono certa che la sua vita fiorirà e che spenderà alla grande le sue competenze e la sua capacità per portare tanto bene con il suo lavoro. Ha speso parole bellissime per me e per Ste. Ha detto che con il nostro esempio ha imparato a vivere e ad amare. Ma la verità è che noi, con lui, abbiamo imparato la cura dell’amore.
Tutto è dono ed in questi giorni di doni ne ho ricevuti veramente tanti.
Ho visto una studentessa continuare il lavoro del mio dottorato. Mi ha mostrato, tutta sorridente, che ha il link alla mia tesi nella pagina dei preferiti. In quel laboratorio del 6o piano ieri ho percepito la bellezza di sapere che quello che tu fai, se davvero ha valore, non finisce con te.
Ho incontrato i prof che mi hanno seguito per anni, a cui devo tantissimo della mia crescita professionale. Con la loro guida, sono passata da una presentazione ad un piccolo workshop a Gothenburg, all’esposizione del mio lavoro alla conferenza top del mio settore.
Sapere che sono ancora disposti a puntare su di me mi rende orgogliosa.
Poi ho visto l’amore e la pace negli occhi di un uomo che ha deciso di donare totalmente la sua vita alla donna che ama. In un tempo in cui si naviga a vista, l’unica cosa veramente importante è farsi certezza l’uno per l’altra. Tutto il resto viene dopo. Dio vi benedica, amici miei ❤
Poi c’è stato mio nonno che ha inventato un nuovo titolo per la puntata di Nuovi Eroi andata in onda Martedì scorso. L’ha intitolata: “Una bella storia a lieto fine”. Il lieto fine, mi ha detto, sarei io, perché la puntata finisce con me. Sarebbe potuto essere anche l’unico commento ricevuto, perche il mio cuore dopo questa frase già strabordava di dolcezza.
Lui si sente un po’ in crisi perché crede di essere distante da questo modo di fare carità. Se solo sapesse quanto invece tutto quell’amore donato alla nonna, alla sua famiglia, ai suoi pazienti non è assolutamente da meno. Anzi.
Quanto stra-ordinario ci può essere nell’ordinario?
Tanto, tutto può essere straordinario se impariamo a far sì che lo STUPORE sia parte del nostro sguardo sulla vita, come mi ha augurato la mia meravigliosa prof di italiano delle medie a cui ieri ho dato appuntamento dopo tanti anni ad un tavolo di un bar. C’è un fuoco che brucia in ognuno di noi e i nostri insegnanti sono tra i primi a scoprire come alimentarlo. La sua carbonella, con me, è stata la poesia.
Non solo la prof delle medie, ma anche la maestra delle elementari è riuscita a ritrovarmi. Sempre di italiano, ovviamente.
Non si aspettava di vedermi in TV, ma la cosa bellissima per lei è stata vedermi luminosa ed entusiasta. E dalle sue parole, ancora una volta mi sono detta che la gioia è proprio contagiosa.
Se ognuno riuscisse ad innescarne un pochetto ogni tanto, avremmo un mondo piu sorridente.
Dulcis in fundo (e non è solo un modo di dire, perché mi riferisco a una torta vera e propria) ho capito un po’ più a fondo come certe cose avranno sempre il gusto di casa 🥰
Spero tanto che questi banchi possano continuare a custodire ancora tantissimi studenti in cerca del senso, della direzione, da dare alla propria vita.
E chissà…essere ancora un luogo di primi appuntamenti inaspettati 🤭
(15/12/2022)

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