“Dada, che fai per il tuo compleanno?”. È Agosto quando Stefi me lo chiede.
“Non saprei, Ste. Mi sembra un po’ prestino per pensarci, non trovi?”
“Si, ma almeno mi dici se sarai a Bari o a Roma? Mi devo organizzare perchè biglietti dei treni altrimenti costano tanto, non trovi?!?!?”
Messaggio ricevuto. Mia sorella mi ricorda sempre che lavoro per il lato oscuro del trasporto. Io ci provo ogni tanto a sbiadirlo un po’, ma se i prezzi dei biglietti sono quelli, io non è che ci posso fare molto.
Ci penso un attimo.
“Di certo non starò a Bari”. Sarei scesa già due volte le due settimane prima del mio compleanno per due matrimoni.
Giando sarà ad Assisi per girare un documentario con una troupe di americani. È roba grossa, filmeranno anche il Papa, non si può rinunciare nè rimandare. Potrei andarci anche io, ma poi penso che trascorrere quella giornata insieme a degli sconosciuti non è prorpio il massimo.
“Ste starò a Roma il 13”.
Apposto, può comprare il biglietto. Prende quello che costa di meno, che è quello tardi la sera ( ovviamente! 😑), però almeno possiamo vederci.
Nel frattempo, uno scrittore che mi piace molto, Alessandro d’Avenia, annuncia che presenterà il suo ultimo libro al Quirino di Roma proprio il 13 Ottobre. Non male come serata-compleanno.
Fidanzato e sorella sono già out dalla lista degli invitati per forze di causa maggiore, restano le amiche.
“Mari, vuoi venire con me a vedere d’Avenia il giorno del mio compleanno?”
Marina non se lo fa ripetere due volte. Fosse per lei, starebbe già lì con lo spumante in mano a festeggiare e a festeggiarmi, anche se probabilmente non è che abbia proprio capito dove stessimo andando e a vedere che cosa.
Arriva il 13. Le riprese del documentario sono state rimandate dagli americani, il treno di Stefi arriva anche in tempo per permetterle di essere a teatro ad inizio spettacolo, ma i biglietti per lo spettacolo sono sold-out.
Restiamo d’accordo che Stefi,Vinz e Giando ci aspetteranno a teatro alla fine dello spettacolo. Almeno il dolcetto lo mangiamo insieme e posso soffiare con la candelina. È importante spegnere la candelina il giorno del prorpio compleanno e celebrare la vita. Parola di mamma Carmela un 13 ottobre di qualche anno fa, in cui tentai di far finta che non fosse il mio compleanno. Menomale che qualcuno che mi voleva bene si mise a prepararmi una torta.
D’Avenia entra in scena e si leva le scarpe. Sta piu a suo agio cosi, dice. Mi piace.
Il suo libro racconta l’Odissea e lui, attraverso Ulisse, ci parla del viaggio di ritorno a Itaca, che sarebbe il nostro cuore. Ritornare al cuore per imparare a nascere. Per venire alla luce. Per vivere.
<<Qual’è la cosa bella che hai fatto oggi?>>
Saper rispondere a questa domanda implica che il nostro desiderio di felicità sta trovando la sua strada, si sta realizzando, si sta compiendo. Significa che siamo Vivi e che non ci stiamo limitando a sopravvivere, con tante cose fatta una dietro l’altra per riempire il tempo e ignorare il cuore.
<< Cosa vuoi creare tu nella vita? Come vuoi lasciare il segno, la tua impronta nel mondo? >> d’Avenia incalza.
Creare vuol dire dare vita a qualcosa, a qualunque cosa: una pagina, una torta, un dipinto, un modello, un’idea, un progetto, un sogno.
Creare è l’arte di amare, perché non crei mai qualcosa per te stesso, ma il destino di ciò che fai, che è destinazione, sono sempre gli altri.
Ad esempio, quanto mi ama Marina quando mi invita a cena a casa sua e prepara ogni cosa con le sue belle manine?
L’incontro va avanti per due ore.
Il nostro prof prova a dire la sua rispetto alle tante domande che gli fanno alcuni ragazzi. Molte in realtà sono domande “irrispondibili”.
Sono quelle domande per le quali esistono tante risposte diverse quante sono le persone sulla faccia delle terra.
Infatti, tante volte vogliamo sapere “come si fa” a fare delle cose. Come se esistesse una ricetta per la vita.
Come si fa ad affrontare un dolore grande? Come si fa a trasmettere una passione? A capire e a far capire quali sono le cose importanti? A scegliere cosa fare nella vita? A scoprire la propria vocazione? A guidare altri nella ricerca della loro?
Solo la storia di ognuno di noi può mostrare una risposta, nostra, tutta personale, che può svelare qualcosa di questo grande mistero della vita, raccontando come si è diventati chi si è. Quali ostacoli si sono superati, quali limiti si sono accettati, quali sbagli ci hanno fatto crescere, quali insegnamenti ci sono stati d’aiuto, quali persone d’ispirazione, quali i sussulti del cuore quando abbiamo finalmente deciso di metterci un po’ ad ascoltarlo.
Abbiamo dentro una marea di Bellezza, che aspetta solo di essere riconosciuta e tirata fuori.
D’Avenia parla, io guardo Marina e mi sento felice perché adesso lo so cosa devo fare per nascere. Come posso venire alla luce, per essere luce.
In realtà, l’ho sempre saputo che sono le parole messe in fila, una dopo l’altra, come un sentiero che indica la via a dare respiro alla mia anima. Solo che adesso sto imparando a crederci un po’ di piu. E voglio fare di tutto per non tradirmi più.
Il tempo a teatro vola, come ogni volta che qualcosa ti prende sul serio.
Però a un certo punto desidero che d’Avenia tagli corto, perché la cosa bella della giornata mi sta aspettando fuori e mi dispiace farli aspettare troppo.
Usciamo. Ecco Stefi, Vinz ed ecco Giando, che mi abbraccia. Sento che sta combinando qualcosa delle sue, perchè il suo braccio non è intorno alla mia schiena, ma vaga per aria.
“Che stai a fà?” – inizio a prendere un po’ di romano.
Mi giro ed è troppo bello quello che vedo. Tutti i miei amici sono li con tanti palloncini gialli a cantarmi tanti auguri.
Non manca nessuno, c’e anche quel nanetto di Giovi ❤
La gioia è incontenibile, mi sembra di non capire niente. Ma infondo non c’è proprio niente da capire. C’è solo da gioire e festeggiare.
Ci spostiamo vicino la fontana. C’è anche la torta con le candeline. Sono pochi i dolci che non mi piacciono molto, come le crostate alla marmellata di amarena. Giando è riuscito a prendere uno di quelli. Ma va bene lo stesso, vuol dire che abbiamo ancora qualcosa da scoprire tra noi.
Soffio le candeline con la scritta “happy birthday” e mi arriva un bellissimo pacchetto regalo. Dentro, carta e penna per scrivere le mie scintille di luce, che sono le meraviglie di cui sono testimone. Come questa, che questi fratelli, oggi, hanno pensato e realizzato per me.
In copertina, tanti fiorellini colorati e la scritta: “Today is the day”. È proprio così.
Oggi è il giorno, per me, di ri-nascere.
Con immensa gratitudine a:
Giando, Stefi, Vinz, Marina, Giulia & Carlo & Giovanni, Stefania & Giorgio, Tonia & Benedetto, Elisa & Alfonso, Chiara, a tutti gli amici che ci sono stati anche se non erano fisicamente presenti, a quelli che mi hanno comunque sorpresa e voluta festeggiare in un altro momento, a chi mi ha affidato a delle donne sante, facendomi commuovere nel bel mezzo di un viaggio in metro.
Vostra,
Lucis



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