Ognuno ha un suo posto speciale.
Il mio è al Verano, da Chiara.
Ci vado ogni volta che ho bisogno di stare un po’ in silenzio, a riversare sul mio diario tutte le domande, i sentimenti, i pensieri, i desideri del cuore.
E siccome il mio cuore è in continuo movimento, finisce che ci vado spesso. Tanto spesso che sono diventata amica del fioraio, Alfonso, che gestisce il chioschetto di fiori immediatamente adiacente l’ingresso secondario.
Un giorno, quando ha visto che per l’ennesima volta gli chiedevo sempre lo stesso girasole, mi ha detto:” ma vai da Chiara? Vuoi le chiavi?”
“Magari!”, ho risposto tra il meravigliato ( era una domanda meravigliosa ) e l’incredulo ( era una proposta incredibile!).
Da allora, io e Alfonso siamo diventati tipo il barista che ti vede ogni mattina, chiedendoti “il solito?” e tu annuisci.
Stavolta mi ero scordata i soldi, non avevo neanche un euro. Gli ultimi spiccioli li avevo raccimolati da varie tasche della borsa la mattina prima per darli a Francesco, che aveva fatto le copie della nuova stanza dell’ufficio.
Alfonso mi vede, mi sorride e mi chiede come sto, come sono andate le vacanze, se sono andata al mare e cose così.
Poi mi da le chiavi. Io il girasole non volevo neanche chiederlo perché non potevo pagarlo. E così ho detto: “Mi dispiace ma oggi non ho neanche 1€.” Mi stavo quasi scusando per non avere quelle monetine che potevano aiutarlo ( mi ha detto che non sta lavorando tanto…molti sono ancora in vacanza o sono tornati al lavoro, ma non ancora dai loro defunti)
“Neanche 1€?”
“No, non posso prenderlo il girasole oggi”
Senza aggiungere altro, Alfonso ha preso un mazzo di fiori da un vaso, di quelle composizioni già pronte che aspettano solo di essere scelte e regalate e me l’ha dato.
“Tieni, porta questo”.
È bellissimo…ci sono ben due girasoli, più due gerbere rosse e altri fiorellini bianchi decorativi.
Per un attimo ho desiderato portarmelo a casa. Sarà stato forse che anche io volevo ricevere dei fiori.
E ci ho anche provato: “Ma sono bellissimi. Posso portarmeli a casa? Così li metto nell’acqua, altrimenti si seccano subito.”
“Nono, sono per Chiara. Tu portali, apri il cancello e dentro c’è un vaso con l’acqua. Mettili lì”.
Non ci ha messo niente a far andare via quel pensiero un po’ egoista che mi aveva attraversato poco prima e a farmi prendere quei fiori convinta e contenta che le mie mani fossero solo uno strumento. Uno strumento per fare un regalo a Chiara poi, che potevo volere di più?
“Grazie, dico a Chiara che sono da parte tua”
“No no, da parte di noi due insieme”
Sorrido e mi avvio.
“Chiara, guarda che fiori bellissimi ti sto portando. Sai, li volevo anche io. Li metto qui nel vaso ma facciamo che sono di tutte e due, ok?”
Con Stefi di solito facevamo così quando una voleva appropriarsi di qualcosa che apparteneva all’altra.
Rimango li per un bel po’. Prego, scrivo, scrivo e prego.
Poi torno da Alfonso per lasciargli le chiavi.
“Aspetta. Vuoi un fiore da portare a casa?”
“Si” 🙂
“Ti piace il girasole?”
“Si :))))”
Accorcia lo stelo, mette la stagnola e aggiunge anche la retina intorno per incartarlo proprio come un regalo e, per la seconda volta in quella mattina, mi porge dei fiori in mano.
Sono felice. È stato come se a regalarmi tutti quei fiori fosse stato proprio Gesù. Alla fine, è Lui il miglior corteggiatore di sempre.

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