Seconda tappa.
Siamo in treno diretti verso Napoli quando mi arriva il messaggio di Lucia, la mamma di Rossella Petrellese. Non ce la fa a venire in chiesa per la testimonianza, ma ha tanto il desiderio di incontrarci, per cui ci propone di andare a casa sua. Siamo sorpresi e tanto contenti di questo invito, perchè è una nuova opportunità di vivere il Vangelo che tanto desideriamo annunciare in questo viaggio (“ero malato e siete venuti a visitarmi”).
Lucia infatti ha avuto tre tumori.
<< Io sono una “tumorata di Dio”>> ci ha detto con quel suo fare scherzoso che lascia intuire facilmente il legame diretto che ha con il Cielo.
Cerchiamo di capire come poter fare per raggiungerla ed è più semplice del previsto grazie alla generosità di don Domenico che ci carica tutti e cinque sul pullmino della parrocchia e ci accompagna ad Acerra il 22 Agosto mattina.
Lucia ci accoglie con un bel sorriso vispo e ci fa accomodare intorno ad un tavolo.
Iniziamo a presentarci e lei ci parla di Rossella, di quanto sin da quando era piccola la sua vita si è dovuta confrontare con la sofferenza, a causa di un problema cardiaco che faceva mescolare sangue venoso e arterioso.
Non si sapeva quanto avrebbe vissuto, se pochi mesi o qualche anno. E invece Rossella e sua mamma, unite, hanno lottato fino a che l’operazione (estremamente delicata perché bisognava intervenire su cuore e polmone) non era rimasta l’unica possibilità per salvarla da morte certa.
In Italia non c’era nessuno disposto ad eseguire l’intervento, per cui sono partite per l’America.
Prima di partire, Rossella aveva messo in ordine la cameretta come non aveva mai fatto prima e sistemato ogni cosa al suo posto. Sua mamma ci dice che è come se Rossella sapesse che non sarebbe più tornata a casa.
Provo per un attimo a immaginarle mentre chiudevano la porta di casa. Cosa avessero nel cuore queste due donne, in quel momento, quanta speranza mista a paura, solo Dio lo sa.
Sicuramente Rossella avrà pregato. Lucia forse no, perchè lei << allora non ci capiva niente di queste cose>>.
Pochi giorni dopo l’intervento, alle 15, Rossella nasce in Cielo mentre è tra le braccia di Lucia.
È l’unico momento della storia in cui Lucia si commuove. In quegli occhi, in quelle lacrime vediamo un dolore profondissimo insieme ad un Amore grandissimo.
Probabilmente quelle lacrime sono le stesse lacrime che Maria ha pianto sotto la croce
Rientrata ad Acerra, Lucia trova dei diari e della cassette che mostrano una Rossella che non conosceva e non si aspettava assolutamente.
Queste pagine le rivelano di una giovane ragazza che, durante un convegno diocesano, ha conosciuto l’amore di un Padre a cui ha deciso di offrire tutta se stessa e le sue sofferenze.
Lucia ci legge qualche pagina e ci fa ascoltare un audio registrato dalla stessa voce di Rossella che esalta la vita in modo straordinario. Inizia cosi:
<< La vita, la vita è la cosa più bella che si possa avere. È il dono più grande che il Signore ci ha fatto, il bene più prezioso che abbiamo ricevuto. Ma non ci appartiene, non è nostro, appartiene a Dio. Tutto ciò che abbiamo appartiene a Dio, tutto ciò che siamo lo dobbiamo a Lui>>.
Volano così due ore, tra un racconto e l’altro in cui, con spirito di complicità, Lucia ci parlava e si rivolgeva anche a Rossella, puntando gli occhi sul quadro che la ritraeva. Senza dubbio, in qualche modo che non consociamo, anche lei era presente li con noi.
Andiamo via felici, perché se è vero che Dio è presente in ognuno di noi, è anche vero che Lucia ieri mattina è come se l’avesse proprio tirato fuori da qualche parte e ce Lo avesse fatto vedere da vicino.
Varchiamo il portone, ma rimane un desiderio “in sospeso”, di cui Lucia ci aveva parlato. È quello di ricevere Gesù Eucarestia. Dio ascolta anche questa preghiera e mette nel cuore di uno di noi il pensiero di andare a celebrare Messa a casa di Lucia.
Abbiamo il pullman che parte abbastanza presto, ma Lucia ci ha detto che si alza prestissimo la mattina. Controlliamo orari di treni, bus e metro. Contando ancora sull’aiuto di don Domenico ci organizziamo e alle 6.30 di Mercoledì stiamo cantando il canto iniziale nella stanzetta di Rossella, dove la mamma insieme a due amiche, Luisa e Carmen, hanno allestito un piccolo altare.
Ecco che cos’è una Chiesa domestica.
Ecco cosa significa che Gesù è vivo e presente in mezzo a noi. Che ci ama tutti, indistintamente. Non importa quanto tempo impieghiamo a fargli spazio nel nostro cuore. Lui ci ricompenserà tutti allo stesso modo, con il regalo più bello che potesse farci: prendersi le nostre croci su di se per portarle insieme a noi.
Sia Gloria a Dio.
Lascio qui anche alcuni dei testi che ha scritto Rossella 🙂

Scopri di più da Scintille di Lucis
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
1 pensiero su “Lucia e Rossella – Un fiore nella bufera”