
Secondo appuntamento con il servizio da clown.
Per arrivare all’ RSA devo prendere tutte e tre le metro di Roma, ma che importa?! Non puo essere certo un tragitto lungo a fermare una clown desiderosa di portare la sua luce.
Trovo già qualcuno li che mi accoglie tra sorrisi e baci.
Pincopallo mi ha portato un paio di orecchie perché sono ancora un po’ sprovvista di abbigliamento clown: piccole attenzioni che fanno bene al cuore.
Poi ognuno, ancora una volta, mi dona un pezzo di se: gonna, calze, fiocco, occhiali. Alla fine ho addosso qualcosa di un po’ di tutti, compreso il frontino di una clown speciale che ha partecipato al nostro servizio dal cielo.
Indugiamo un po’, ma alla fine partiamo e sulle note del trenino entriamo nella prima sala dove ci aspettano gli anziani.
Tra la musica e le mascherine è proprio difficile parlare. Una signora però vuole partecipare alla festa e si mette il cappellino e gli occhiali di Stella Lele.
Alcuni cantano insieme e noi, altri restano con lo sguardo assente, accennando nel migliore dei casi un mezzo sorriso.
Le vecchiette mi vogliono bene, mi piace tantissimo essere come una loro nipotina per qualche minuto. Mi viene spontaneo guardarle con affetto anche se non le conosco: in alcuni momenti sembra quasi una gara a chi ha lo sguardo più dolce tra me e loro, ma vincono sempre loro 🙂
Poi andiamo al piano di sopra dove c’è chi è rimasto a letto (chissà da quanto tempo stanno cosi e se riescono ad alzarsi ogni tanto quando si sentono un po’ meglio).
Anche lì, la musica e le mascherine rendono difficile anche solo un piccolo dialogo, però siamo li e forse è ciò che conta di più.
C’è una signora con un viso bellissimo che mi colpisce tantissimo, ci guardiamo a lungo negli occhi…è come se con quello sguardo stessimo ci comunicando qualcosa (non so cosa, ma era bello).
Poi andiamo da Aldo, che racconta le sue barzellette.
Devo lasciare il gruppo un po’ in anticipo: Assisi mi aspetta.
In treno, ripenso a quanto sia preziosa l’opportunità di far parte di questa realtà, perche spendere la propria vita mettendosi in gioco e provando a fare del bene è l’unico modo in cui voglio vivere. E poi, fare il clown è proprio divertente (basta guardarsi per mettersi a ridere) 🙂
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