Cose belle

Tutto è dono

Ahi! E’ il rumore di qualcosa che si spezza…è leggero, timido, quasi tenero oserei direi, ma che ha il potere di spezzarti in un sacco di pezzi e di farti ritrovare distrutta.
Toc, toc, chi ha spento la luce? Ecco, solo questo ci mancava: ritrovarti scomposta e, per giunta, al buio.
Mister dolore, che ci fai anche tu qui? Suvvia, possibile che sia l’unico che voglia farmi compagnia? D’accordo, dai, rimani per un po’ ma poi va via per piacere.

E adesso che fai? Hai perso ciò che contava veramente per la tua vita, ciò in cui credevi di più, i tuoi sogni, ed hai perso anche te stessa. Stai conciata un pochino male, lasciatelo dire, eh! Niente, non devi fare niente. Stai buona e aspetta un attimo. Inizia a ricomporre i pezzi inanzitutto. Un suggerimento: parti dal cuore. Non fa niente se è un po’ ammaccato adesso e se ci sono dei vuoti che sembrano abissi: tu comincia a guardarlo come se fosse una cosa bellissima, anche se a vederlo così ti fa più paura che altro.

E tu, mister Dolore, che ci fai ancora qui? Dai, non credi di esserti trattenuto già abbastanza? Io penso che possa bastare..Cosa? Hai qualcosa da dirmi? Ma che sei impazzito? Non voglio avere a che fare con te…sono certa che prima o poi ti scoccerai e te ne andrai.
Continui a vagare un po’ nel caos, facendo le smorfie a mister Dolore, alla ricerca di un aiuto: da sola non ce la fai.
Ed ecco che incontri il signor Conforto, un tipo dalle spalle larghe che ti porge la mano per tirarti su. C’è anche il giovanotto Ascolto, che con pazienza si prende carico delle tue parole e dei tuoi silenzi. Il suo miglior amico è Consiglio, che con umiltà e semplicità ti indica delle possibili vie da percorrere per ritrovare un po’ di luce. Stai attenta, però, perché in molti si spacciano per questo giovanotto discreto, ma non sono discreti per niente e pretendono di dirti a prescindere quel che tu devi o non devi fare.
Ma tu, per sapere cosa fare o cosa no, perché, come diceva un certo Paolo “tutto ti è lecito ma non tutto ti giova” bella mia, prova a rivolgerti alla signora Sapienza. E’ un’anziana, di quelle che dispensano storie e ti catturano con la loro tenerezza. Con lei vai sul sicuro, ed anche quando ti sembra impossibile seguire la strada che ti indica devi provare a fare un passo oltre te, che significa dire :”Non credo di farcela, ma ci provo lo stesso”. Ogni tanto ce la farai, ogni tanto no: non importa, non avere fretta.

Poi ci sono le mie preferite: sono le sorelle Fiducia e Speranza. Guarda, è una coppia pazzesca. Sono gioiose e il bello è che la loro gioia è contagiosa. Scambiare due chiacchere con loro fa molto bene a quel cuore sfinito e inquieto, perché inizia ad avere percezione di cosa significhi “vincere perdendo”: non hai più nulla se non la grande opportunità di ricominciare. E di scegliere come ricominciare, magari con il desiderio vero di fiorire.
Ed ecco allora che, insistente, si riaffaccia dolore: voleva dirti che se vai in fondo a quelle ferite, con amore, ti scoprirai fragile, ma che è proprio in quella fragilità che potrai tirar fuori una forza che non pensavi di avere.
E mentre incontri tutti questi personaggi, le tenebre cominciano a diradarsi e la luce comincia a farsi spazio.
Ed è in questo chiarore che scorgerai due occhi e un volto, quelli del padre di Dolore, Conforto, Ascolto, Consiglio, Sapienza, Fiducia, Speranza e tanti altri. E ti scoprirai anche tu cercata e ti sentirai anche tu amata. Imparerei ad accogliere anche il dolore, trasformando anch’esso in amore.
E quel cuore, che continua a custodire Amore, diventerà un cuore grato perché avrà scoperto che TUTTO E’ DONO, anche ciò che all’inizio si presenta con tutt’altre sembianze.
Io, per non dimenticarlo, ho deciso di appendere questa meravigliosa scritta sulla parete della mia stanza, e di impegnarmi a guardare i piccoli e grandi doni che Dio mi fa, attraverso di voi!


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